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Eve Sonneman
di Piergiorgio Firinu |
Un tempo la fotografia era appannaggio di professionisti, sviluppo è stampa erano procedimenti complessi che richiedevano conoscenze tecniche piuttosto sofisticate. Oggi non è più così. Anche prima dell’avvento del computer la fotografia era alla portata di tutti. Questo ha fatto si che lo specifico fotografico mutasse di segno. Anziché la qualità della stampa e il virtuosismo professionale, ha assunto rilievo l’oggetto fotografato. La fotografia è diventata uno strumento della scienza, cronaca, erotismo, arte. Molte forme d’arte nate negli anni ’70 hanno come unico reperto la fotografia. Body art, Land art, Narrative art, arte concettuale. Vi sono fotografie astrologiche, mediche, di un tale fascino che non hanno nulla da invidiare all’arte. Le fotografie di Eve Sonneman possono essere considerate minimaliste. Ritraggono momenti della vita quotidiana. Due scatti consecutivi, per dare il senso del movimento. La facilità di scattare fotografie ha come contropartita positiva la possibilità di utilizzare la foto per raccontare, descrivere.Immagini anzichè parole. Ognuno da il senso che crede, in base alla propria sensibilità.
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